Le recenti e continue pressioni sugli allevamenti intensivi sono una vera e propria sfida per il settore latte.

L’opinione pubblica è purtroppo in parte plasmata da persone esterne al settore che non conoscono realmente le difficoltà nella produzione primaria, lungo la filiera e tra gli operatori. Ma sembra anche che essi non vedano affatto i nostri miglioramenti.

Ci piacerebbe veramente che ci fosse un approccio diverso alla questione: un dialogo faccia a faccia con noi sarebbe più utile che puntare il dito contro l’allevamento intensivo. D’altronde, abbiamo molto da dire sulla questione.

Siamo consapevoli che una transizione rurale verso la sostenibilità è ora più che mai necessaria per il futuro. L’obiettivo principale è quello di proteggere la salute umana e animale, così come l’ambiente

Dobbiamo poi anche fare i conti con una popolazione in crescita e una società che sta cambiando anche il proprio stile di vita.

Qualsiasi tipo di sistema produttivo agricolo scegliamo di condurre, come allevatori dobbiamo essere coerenti con la decisione presa e sapere che la sostenibilità economica, sociale e ambientale richiede profonda convinzione.

Sistemi di produzione come l’agricoltura conservativa, l’agricoltura ad alto valore naturale, l’agroecologia e il biologico sono generalmente riconosciuti come più sostenibili dell’agricoltura intensiva.

Tra questi sistemi, l’agricoltura biologica è quello più regolamentato e diffuso. Una transizione su larga scala all’agricoltura biologica significherebbe una riduzione del consumo totale di input quali pesticidi, fertilizzanti e antibiotici, con effetti positivi per l’ambiente.

Tuttavia, ridurrebbe anche la produzione totale di colture e zootecnica, poiché è un sistema basato su densità di produzione e output ottenuti inferiori.

Con gli attuali modelli di consumo alimentare, l’impatto sarebbe anche sui prezzi degli alimenti e sulla necessità di coltivare terreni marginali o importare cibo, soprattutto per quanto riguarda l’UE.

Questo non è ciò che potrà soddisfare le esigenze alimentari di una popolazione in crescita.

La sostenibilità e le richieste dei consumatori devono fare i conti con il reddito degli agricoltori, alcune considerazioni su società e stile di vita e le capacità complessive del mercato. Dal punto di vista della filiera del latte, ciò significa che tutti gli operatori devono condividere e cercare di unire le forze per raggiungere obiettivi che sono chiaramente in comune a tutti loro.

Da una migliore distribuzione del valore aggiunto, ognuno trarrà vantaggio.

In questo contesto e come abbiamo detto in precedenza, il nostro obiettivo dovrebbe essere l’efficienza nella gestione in allevamento. E, con una popolazione in rapida crescita, dovremo produrre sempre più cibo.

L’innovazione ha fornito ai produttori di latte strategie e strumenti per l’implementazione della zootecnia di precisione. Si tratta di un sistema di produzione che mira a ottimizzare la produzione agricola utilizzando meno input (manodopera, antibiotici, prodotti agrochimici, risorse naturali, etc.) ed in modo più razionale.

Nonostante il suo potenziale nel contribuire alla sostenibilità del settore, la zootecnia di precisione non è alla portata di tutti i produttori di latte, soprattutto per quelli che gestiscono piccole aziende. È un sistema che richiede grandi investimenti poiché implica l’inserimento di tecnologie in stalla (ad esempio, i robot di mungitura).

Pertanto, facciamo un paio di osservazioni sulla base di questi elementi.

In primo luogo, la sostenibilità nella produzione di latte richiede chiaramente l’adozione di un’ampia gamma di pratiche volte all’efficienza. 

Dunque, la soluzione al problema ambientale deve essere ben bilanciata tra allevamento intensivo e modelli di produzione meno intensivi, considerando il contesto attuale.

In secondo luogo, dovrebbe esserci una maggiore accessibilità a strumenti e conoscenze innovativi per tutti i produttori di latte.

È per questi motivi che OZOLEA ha deliberatamente scelto di soddisfare sia la produzione di latte convenzionale che quella biologica con strumenti innocui, efficaci, sostenibili, sicuri e convenienti per ogni allevatore.

Combinando l’uso di questi prodotti con l’implementazione dei protocolli SSafeMILK, OZOLEA mira a migliorare la diffusione delle migliori pratiche in allevamento e la ricerca scientifica, aiutando gli allevatori a costruire il percorso verso una produzione di latte più sostenibile e ad aumentare il reddito agricolo.

 

Per approfondire alcuni temi di questo articolo, leggi questo report dell’European Environment Agency (2021).