Dopo il parto e l’espulsione della placenta, si verificano contemporaneamente quattro eventi: involuzione uterina, rigenerazione dell’endometrio, ripristino dell’attività ovarica ed eliminazione di eventuali contaminazioni microbiche.

Tutto questo deve avvenire senza interferenze, dal momento che la fertilità è riconosciuta come uno dei principali fattori economici nella produzione di latte.

Il nostro focus sarà l’involuzione uterina, che è la fase naturale durante la quale l’utero della bovina riacquista la sua dimensione regolare. Un ritardo nell’involuzione uterina può portare a perturbazioni dei cicli riproduttivo e produttivo e, di conseguenza, ad un aumento della riforma.

Un segno significativo dell’involuzione uterina è rappresentato delle perdite vaginali visibili1. Inizialmente, le perdite (o lochia) sono sanguinolente, poiché contengono tessuto uterino, muco e sangue; in 2 settimane diventano giallastre e purulente. In questo periodo, la lochia viene spesso scambiata per infezione uterina.

 In 3 settimane, sia il peso che le dimensioni dell’utero diminuiscono dell’80% rispetto alle dimensioni precedenti in gravidanza. Generalmente, un nuovo corpo luteo viene generato entro 20 giorni. In assenza di problemi, l’utero sarà privo di liquidi accumulati, anche se le sue dimensioni continueranno a regredire. In 40 giorni, le dimensioni e il peso dell’utero saranno statici. L’epitelio sarà completamente riparato e l’ambiente uterino apparirà sano.

 Quali sono le cause dei ritardi dell’involuzione uterina e quali le conseguenze?

Generalmente in una mandria il 10% delle vacche è predisposto a ritardi nell’involuzione uterina. Tra le cause possiamo trovare malattie metaboliche, endometrio lesionato, infezioni uterine (metrite, endometrite), parto traumatico.

Qualsiasi ritardo nell’involuzione uterina ha notevoli conseguenze per gli animali: ridotta attività riproduttiva (inizio in ritardo dell’estro), intervalli parto-concepimento più lunghi2, maggiori rischi di ovaie cistiche, ridotta probabilità di successo della fecondazione, aumento dei tassi di riforma involontaria.

Come evitare ritardi nell’involuzione uterina? I punti chiave sono: una buona messa in asciutta, un periodo di asciutta confortevole, un’alimentazione su misura, l’assistenza al parto, controlli sanitari regolari nel post-partum, igiene ambientale. Dopo il parto, vanno condotti regolari controlli dell’involuzione.

In una sola parola, gestione efficiente.

Quando l’involuzione uterina è quasi completa (circa 30 giorni dopo il parto), non ci sono chiari sintomi di metrite e, tuttavia, potremmo ancora rilevare perdite vaginali anomale non gravi, esiste una soluzione senza tempi di sospensione per supportare la funzionalità dei tessuti e aumentare ulteriormente le prestazioni della bovina.

Questo strumento è OZOLEA-METR, un dispositivo veterinario non farmaceutico e senza tempi di sospensione per uso endo-uterino. Nel post-partum tardivo, OZOLEA-METR crea una barriera fisica filmante a contatto con la parete interna dell’utero. Questa barriera può attenuare temporaneamente le cause della proliferazione batterica e dell’insorgenza di metriti, aumentando così la produttività della mandria.

 

 

 

Riferimenti

1 Il significato delle perdite vaginali nella bovina da latte.

https://www.ozolea.it/it/il-significato-delle-perdite-vaginali-nella-bovina-da-latte/

2 Intervallo parto-concepimento più corto: la parola d’ordine è gestione.

https://www.ozolea.it/it/intervallo-parto-concepimento-piu-corto-la-parola-dordine-e-gestione/

Call, Edward P. (1989) “Involution of the uterus of dairy cattle,” Kansas Agricultural Experiment Station Research Reports: Vol. 0: Iss. 2. Doi: https://doi.org/10.4148/2378-5977.3007

J. P. Elsen Saut, R. Soares de Barros Ramos Oliveira, C. Fleury Guedes Martins, A. R. Ferreira Moura, S. Akemi Tsuruta, N. Resende Nasciutti, R. Maria dos Santos, S. Arlington Headley, 2011. Clinical observations of postpartum uterine involution in crossbred dairy cows. Vet.Not., Uberlândia, v.17. n.1, p. 16-25, jan./jun. 2011

 

Immagine in evidenza: Ph. MRC Témiscamingue. Immagine disponibile qui.